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18 Luglio 2025Dando un’occhiata ai suoi passaporti viene facile pensare alla hostess di una compagnia aerea, tanti sono i Paesi che ha visitato. I viaggi sembrano essere nel DNA di Daniela Gravili, figlia di un ammiraglio, già sposata con un pilota civile, che nelle traversate per terra, per cielo, per mare, riflette la propria identità. Dopo il liceo scientifico e l’università (Economia e Commercio) ha lavorato in uno studio di ingegneria per svoltare nel mondo del Vino, curando per diverse Cantine servizi di hospitality, partecipazione a eventi e manifestazioni fieristiche. Il suo coinvolgimento nell'Ais, Associazione Italiana Sommelier, Delegazione di Lecce, è pressoché totale.

“Ho il vino nel sangue, e non perché - quantitativamente parlando - beva tanto. Il mio papà era di Salice Salentino, sinonimo di vino e sede della Cantina Leone De Castris che per prima imbottigliò il nostro rosato. Proprio il rosato era il vino amato dal mio babbo, che giovanissimo lasciò il suo paese - mai abbandonandolo col cuore - per navigare. Amore per la sua terra e per il vino che ha trasmesso ai suoi figli. Beh, non proprio a tutti: due su tre. Ho una sorella astemia, a tavola non passa neanche la bottiglia del vino soprattutto se rosso. Ma che non si sappia troppo in giro…!

Lei invece dove ha emesso il primo vagito?
Sono nata e cresciuta a Roma, a due passi da Porta Portese, quella città che nelle trattorie trasteverine offriva un vinello leggero leggero, un Frascati magari leggermente annacquato (...se l’oste ar vino c’ha messo l’acqua…) nella brocca da mezzo litro e fuori un cartello “cosce di rana fritte”. Ogni estate, però, venivo in Puglia. Attraverso di mare di Torre Lapillo é nato il mio legame sempre più stretto col Salento prima, e col resto della regione poi. Fino alla decisione di trasferirmi a Lecce.

La descrivono come donna dai molteplici interessi.
La lettura di romanzi mi ha sempre affascinato anche se devo ammettere a malincuore che negli ultimi tempi le serie televisive sulle note piattaforme spesso prendono il posto di un libro. Da ragazzina avevo una specie di agenda dove recensivo i testi che leggevo, una sorta di tripadvisor per libri ante-litteram. Amo anche il Cinema. Ricercavo proiezioni particolari, in siti inusuali come uno scantinato del Prenestino (quartiere di Roma), dove si scendeva per le scale le scale con tanti manichini strani, volti di animali e costumi settecenteschi e poi un film surreale come “Abres los ojos” di Amenabar (fecero poi il remake americano “Vanilla Sky”). O festival di film anni 50 africani con sottotitoli in francese, insomma cose così divertenti!

Qual è il suo rapporto con lo Sport?
Sportiva sin da piccola, dal nuoto al tennis, sci, arrampicate o gare di running come la mezza maratona a Berlino insieme a 35mila persone, o a San Giovanni Rotondo, percorso bellissimo.

All’Ais, com'è arrivata?
Conoscevo una ragazza dell’Ais Roma diventata poi relatrice, che mi raccontava di servizi meravigliosi fatti ad esempio ai piedi di Trinità de Monti, durante un festival del cinema di Roma, con ospiti come Di Caprio e Robert De Niro. E non poteva non scatenarmi il desiderio di frequentare il corso Ais, ma per impegni vari non son mai riuscita a farlo a Roma. È andata meglio a Lecce, un bel po’ di anni dopo: nel 2015. Con la fortuna di iniziare con un grande delegato come è stato Amedeo Pasquino (scomparso di recente e che ricorderemo il 18 luglio prossimo in occasione di Charme in Rosa), e continuare ancora oggi con un altro abile delegato come Marco Albanese. La delegazione leccese è tra le più numerose, farne parte attivamente è come costruirsi una seconda famiglia, viversi anche aldilà dell’associazione, costruire legami ed amicizie partendo da passioni in comune, che sia il vino, l’olio, la birra o i distillati.

Oggi son anche degustatrice di vino e - novità recente dell’Associazione - di olio, un altro meraviglioso settore. Ormai quando viaggio visito non solo aziende vinicole ma anche olivicole.


Par di capire che ai viaggi sempre più abbini la conoscenza legata a vino e olio.
Per piacere, per lavoro, per necessità. Ed ogni occasione è buona per approfondire la conoscenza di territori attraverso i simboli pugliesi dell’agroalimentare. Ricordo il giorno del matrimonio di mio fratello a Castiglione della Pescaia, nel pomeriggio. Arrivando da Roma la mattina, ho “scaricato” mamma e sorella per visitare la bellissima cantina di Antinori, Le Mortelle, per poi andare alla cerimonia. Ultimamente sto visitando cantine disegnate da grandi architetti.

Riesce a sintetizzare i posti che ha visitato e a descrivere una esperienza particolare?
Ho viaggiato, e viaggio, ovunque per l’Italia: Alto Adige, Umbria, Campania che ho nel cuore. In Europa, bellissimi ricordi ad Istanbul, Andalusia, Grecia, Londra, Parigi e le diverse, famose, zone vitivinicole francesi. Resto del mondo? Varie città degli Stati Uniti (New York, Los Angeles, San Diego, San Francesco, Miami), Osaka e Tokyo che adoro.


Un accadimento curioso è stato a Mosca, qualche anno fa. Mi accorgo, mentre mi imbarcavo sull’aereo, di aver lasciato portafoglio a casa. Non era ancora diffuso il pagamento con smartphone, avevo un appuntamento di lavoro a cui non potevo rinunciare - una ospitata in tv nazionale come brand ambassador di un noto marchio di moda italiano molto famoso in Russia- e son partita ugualmente senza un euro o rublo o carta di credito in tasca! Il giorno dopo ho atteso un money transfer, ma.. trovare l’ufficio dove ritirare i soldi non è stato semplice! Nessuno parlava inglese e scritte in cirillico. Una avventura che è andata avanti tutta una mattina, fino a riuscire a ritirare dei rubli, con grande emozione! Ed è a Mosca il ristorante nel mondo dove ad oggi ho provato nel cibo una reale emozione cerebrale (il White Rabbit).

Ha un suo giorno indimenticabile?
Più che un giorno indimenticabile mi piace ricordare periodi piacevoli come ad esempio quello estivo molto divertente passato a Savelletri (per lavoro in uno studio di commercialisti) in un bellissimo lido posto sotto sequestro, con personaggi che gravitavano intorno da scriverci un romanzo, come un vecchio contrabbandiere della zona, con moglie da una parte della spiaggia ed amante dall’altra.
Il giorno da dimenticare, invece?
Due in realtà: la perdita improvvisa di mio padre, 17 anni fa, e quella squarciante due anni addietro del mio amatissimo fratello, giovanissimo papà di due figli bellissimi ed ancora troppo piccoli.

Daniela Gravili in cucina e a tavola.
Ho imparato a cucinare da giovanissima, da brava golosa ho iniziato a cuocermi torte e meringhe, per poi preparare un po’ di tutto, pasta (anche orecchiette ovviamente) pizze e focacce, tante verdure, ortaggi, carne e tanta fantasia. Mischio e creo con quello che ho in casa. Ho una bravissima maestra in questo, la mia mamma. Di Taranto.


Qual è stato il primo vino che ha bevuto?
Non ricordo sinceramente il mio primo vero vino, la mia generazione beveva birra, al limite si ordinava quello portoghese nella bottiglia di coccio o quello nella pulcianella. Oggi oltre a spumanti e champagne - ca va sans dire - amo i vini secchi e freschi, e tra vini preferiti nel mio cuore, oltre a diversi pugliesi, c’è’ il Pinot nero altoatesino, da abbinare ad esempio ad un Camembert: i formaggi sono un’altra mia passione - sono diventata assaggiatrice con l’Onaf (associazione con sede in Piemonte).


Sempre più negli ultimi anni le donne si sono avvicinate al vino. Come si spiega questo vero e proprio fenomeno?
Le donne hanno sempre gravitato intorno al mondo del vino, da famose come la vedova Clicquot o Corinne Mentzeloppulos che ha governato per decenni Cahteau Margaux a donne meno famose che quotidianamente hanno portato avanti aziende vinicole familiari. Probabilmente negli ultimi anni si sono palesate maggiormente, anche in ambiti associativi, commerciali o di comunicazione, cosi come è accaduto in tutti gli ambiti lavorativi e sociali. È una normale evoluzione dei tempi, con le donne che si son trovate ad essere sempre più impegnate al di fuori dell’ambiente familiare. Ed il mondo del vino, con tutto ciò che vi gravita intorno, genera sicuramente un gran fascino ed attrazione anche nelle giovanissime.


La rubrica Conosciamoci Meglio è realizzata da Michele Peragine per Ais Puglia




